Henry David Thoreau

Henry_David_Thoreau

 

Di tutto cuore faccio mia l’affermazione: “Il migliore dei governi è quello che governa meno” [...] Se attuata essa conduce alla fine a quest’altra affermazione, di cui sono altrettanto convinto: “Il migliore dei governi è quello che non governa affatto”, e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Henry_David_Thoreau

Le origini pagane del Natale

saturnalia

Se qualcuno si rammarica che si sia perso il “senso del Natale”, forse dovrebbe interrogarsi sulle origini di tale festa, di come il Cristianesimo abbia attinto a feste pagane e magari forse si accorgerebbe che tutto “questo senso non c’è”… che poi la Coca-Cola ci abbia messo del suo, beh è ancora un’altra storia ;)

Festività solari

Il solstizio invernale e il culto del “Sol Invictus” nel tardo impero romano hanno verosimilmente avuto un ruolo nell’istituzione e nello sviluppo del Natale, anche se non ci sono evidenze definitive di questa relazione.

Il Natale costituisce probabilmente il caso più significativo di come un concetto temporale con forti associazioni con la religione romana del tempo sia stato assorbito dal Cristianesimo e abbia assunto un nuovo significato.La festa si sovrappone approssimativamente alle celebrazioni per il solstizio d’inverno e alle feste dei saturnali romani (dal 17 al 23 dicembre). Inoltre già nel calendario romano il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile), che commemorava la nascita dell’Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 274 d.C. con la data del 25 dicembre.

È soprattutto quest’ultima festa a polarizzare l’attenzione degli studiosi. Se già verso il 200 era ampiamente diffusa nelle comunità cristiane dell’oriente greco la celebrazione del 6 gennaio come giorno della nascita di Gesù, successivamente si registra il prevalere della data del 25 dicembre, e questo pare spiegarsi con la grande popolarità, al tempo, della devozione al Sole Invitto. Alcune coincidenze storiche sono infatti particolarmente significative, tra le quali:

- la corrispondenza delle date,
- il fatto che il periodo nel quale prende probabilmente forma la festività cristiana corrisponde approssimativamente con il picco dei culti solari sostenuti dallo Stato romano,
- la diffusione di analogie solari con il Cristo negli scritti patristici di quei secoli.
FONTE

SATURNALI (Saturnalia). – Una delle più diffuse e popolari feste religiose di Roma antica, che si celebrava ogni anno, dal 17 al 23 dicembre, in onore di Saturno, antico dio romano della seminagione (v.). I Saturnali, per il loro carattere, ricordano assai da vicino il nostro carnevale; mentre, per l’epoca dell’anno alla quale ricorrevano – il solstizio d’inverno – possono essere a proposito ravvicinate al nostro ciclo festivo di Natale e Capodanno. Non per nulla si favoleggiava che Saturno era stato il dio dell’età dell’oro, quando gli uomini vivevano felici, nell’abbondanza di tutte le cose e in perfetta eguaglianza fra loro; e tali condizioni di quel tempo fortunato si volevano, in certo modo, rievocare nei giorni dei Saturnali, durante i quali si festeggiava con conviti e banchetti l’abbondanza dei doni della terra e, concedendo agli schiavi la più larga licenza, si rappresentava quasi l’antico stato di eguaglianza fra tutti gli uomini. Questa festa (a differenza del culto di Saturno, quasi ignoto fuori del Lazio) si diffuse in tutto il mondo romano, e in ogni provincia dell’Impero rimase, sino al trionfo del cristianesimo, la festa più popolare e più cara alle genti di ogni condizione sociale.

La parte ufficiale della festa era rappresentata da un sacrificio solenne nel tempio di Saturno, cui teneva dietro un banchetto pubblico (convivium publicum), alla fine del quale i convenuti si scambiavano (come noi, i brindisi) il saluto augurale: Io, Saturnalia. Al convito ufficiale corrispondevano i banchetti privati nelle singole case, dove s’invitavano parenti ed amici e che talora degeneravano in orge e crapule: a tavola s’imbandiva quanto di meglio offrivano le cucine e le cantine, e dopo ci si abbandonava al giuoco dei dadi, che le leggi proibivano al difuori di quei giorni.

Il senso di eguaglianza e di fratellanza umana, per pochi giorni rinato, si manifestava con la massima libertà concessa allora ai servi, per i quali i padroni stessi usavano imbandire un banchetto; e anche con la consuetudine di scambiarsi doni d’ogni genere e d’ogni prezzo, fra i quali erano assai comuni le figurine di terracotta o di pasta (sigillaria): all’uso di questo scambio di doni si riferisce, com’è noto, un buon numero degli epigrammi di Marziale. Si soleva anche spesso sorteggiare il nome di colui che doveva dirigere il buon andamento delle feste; princeps Saturnalicius si trova chiamato (in Seneca, Apocol., 8) questo “re della festa”.

I Saturnali si celebravano anche nell’esercito; la festa era detta Saturnalicium castrense.

FONTE