Gironzolando su youtube ho trovato questo video:
Ero fuori tempo massimo , ma ho voluto farlo cmq il mio video risposta:
E’ una semplice slide show fatta con ManDVD e ricodificata in AvideMux
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Ero fuori tempo massimo , ma ho voluto farlo cmq il mio video risposta:
E’ una semplice slide show fatta con ManDVD e ricodificata in AvideMux
MILANO – “Il fatti non sono più previsti dalla legge come reato”. Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio nell’ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati all’ex premier, infatti, risalivano alla fine degli anni Ottanta.
All’inizio dell’udienza, durata meno di un quarto d’ora, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, mentre la difesa aveva sollecitato i giudici ad un verdetto di proscioglimento perché i fatti non costituiscono più reato. Era stato, infatti, proprio durante il governo Berlusconi che il falso in bilancio era stato derubricato. Una interpretazione, quest’ultima, che è stata accolta dai giudici.

Annunciata al PMA di Las Vegas e presentata poche ore fa a Milano, la EOS 450D è la nuova entry-level tra le reflex amatoriali di Canon, erede della 400D presente nei listini da poco più di un anno.
Molte le migliorie introdotte.
La macchina vanta infatti caratteristiche già sperimentate nelle fotocamere professionali Canon EOS, tra cui il processore d’immagine DIGIC III e un sensore CMOS da 12,2 megapixel ad alta sensibilità e basso rumore, in grado di produrre immagini a grana ridotta fin nei minimi dettagli.
Il processore DIGIC III dal canto suo garantisce una resa superiore delle immagini e tempi di risposta rapidi, con un avvio quasi istantaneo di 0,1 secondi.
I dati delle immagini sono elaborati a 14 bit per consentire una raffica continua di 3,5 fotogrammi al secondo, mentre il processore DIGIC III utilizza la memoria tampone dell’immagine per gestire fino a 53 immagini in formato JPEG (6 in RAW) senza interruzione.

Presente per la prima volta in una reflex digitale consumer Canon la modalità Live View (l’anteprima sul display prima dello scatto n.d.r.), che facilita gli scatti da angolazioni particolari, come nel caso di foto macro catturate da terra o con l’utilizzo del treppiedi.
L’immagine in modalità Live View è visualizzata, sottoforma di un video riprodotto alla velocità di 30 fps, sul display LCD da 3 pollici dotato di una luminosità superiore del 50% rispetto al display di EOS 400D. Possono essere inoltre visualizzati una griglia di riferimento e l’istogramma, per facilitare la composizione e l’esposizione.
La macchina offre la possibilità di scegliere fra 13 funzioni personalizzate permette a ciascun fotografo di adattare la fotocamera al proprio stile. Sono disponibili numerose funzioni personalizzabili per ottimizzare la qualità delle fotografie catturate nelle diverse situazioni.
La modalità “Highlight Tone Priority” (Priorità delle tonalità chiare) estende la gamma dinamica per le zone chiare, assicurando migliori dettagli cromatici quando è necessario, ad esempio con i cieli nuvolosi ed altri oggetti luminosi.
La nuova “Auto Lighting Optimiser” corregge luminosità e contrasti durante l’elaborazione delle immagini e migliora le tonalità della carnagione nei ritratti, per una corretta esposizione dei volti.
Ne completano le caratteristiche il migliorato sistema di autofocus a 9 punti, che diventa adesso più preciso e rapido grazie anche al sensore a croce posto al centro che consente misurazioni fino a f2.8.
La EOS 450D sarà disponibile dal mese di marzo al prezzo indicativo di 783 euro solo corpo e 885 euro con l’obiettivo zoom standard EF-S 18-55mm f/3,5-5,6.
Interessante sarà ora vedere l’andamento del prezzo della 400D
La denuncia:
L’alternativa:
Sono alcune idee che io (ma non sono un tecnico) trovo fattibili, mi piacerebbe molto un dibattito (con dei tecnici appunto) per capire se possono essere realmente valide. Spero in qualche giornalista, che abbia voglia di fare bene il proprio lavoro…
Altre notizie si posso trovare qui
Roma – No, il vicepremier Francesco Rutelli non ci sta e respinge le accuse di una qualsiasi responsabilità del Governo o sue personali rispetto al fallimento di Italia.it, il fu portale del turismo oggi ridotto ad un cumulo di ceneri che chiedono giustizia. La colpa del collasso del progetto è del Governo precedente, perché quello attuale le ha tentate tutte per tenere in vita e rilanciare un portale concepito male fin dall’inizio.
“Il progetto del portale – recita una nota diffusa ieri alla stampa – fu varato dal precedente governo, voluto e validato dall’allora ministro per l’Innovazione Lucio Stanca. Se si cercano responsabilità per l’inefficacia della soluzione tecnologica e l’incongruità dei finanziamenti ci si rivolga, dunque, al governo della passata legislatura”.
Rutelli anzi sostiene che se il suo governo si è impegnato nel lancio del portale lo scorso febbraio era proprio perché da più parti (“varie categorie professionali”) erano giunte pressioni per tentare di salvare Italia.it. Un lancio, quello dell’anno scorso, che secondo Rutelli era condizionato: “In quella circostanza fu sottolineato con estrema chiarezza che si trattava di una sperimentazione e che era necessaria l’implementazione dei contenuti, innanzitutto da parte delle regioni italiane, con l’obiettivo di mettere in rete l’edizione definitiva del portale nel marzo 2008″. Il vicepremier ha anche rivendicato che già a pochi giorni dal lancio del portale lui stesso “formalizzò le proprie critiche ed osservazioni al raggruppamento temporaneo di imprese che si era aggiudicato l’appalto per l’evidente inadeguatezza della release”.
Nei mesi successivi, come peraltro sanno i lettori di Punto Informatico, e siamo alla cronaca recente, Rutelli ha prima “tentato a più riprese di far rimettere il portale sui giusti binari” e ha poi dichiarato che riteneva il progetto “irrecuperabile”. Ed è sempre Rutelli, sottolinea la nota, ad aver trasmesso “alla Corte dei Conti tutti i documenti ufficiali concernenti il portale”.
Alla larga, dunque, chi attribuisce una qualsivoglia responsabilità anche ad altri ministri del Governo. “La decisione del ministro Nicolais (quella di staccare la spina,ndr.) – si legge nella nota – è dunque l’ultimo inevitabile atto di una vicenda in cui la responsabilità dell’attuale Governo è stata quella di non rassegnarsi al fallimento del progetto, ma di verificarne fino all’ultimo la sostenibilità”. Nella nota si annuncia anche di alcune azioni giudiziarie che sono state intraprese contro organi di stampa che gli “hanno attribuito la responsabilità di impiegare risorse pubbliche per la realizzazione del portale Italia.it dal momento, invece, che neppure un euro è stato gestito né speso dal Dipartimento del Turismo che fa riferimento al vicepremier”.
Nuovo portale in arrivo
Per il futuro, infine, Rutelli è tornato a raccomandare il passaggio di tutto quello che comunque è stato fatto all’ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo. “È l’ENIT infatti – si legge nella nota – ad avere la responsabilità di promuovere il turismo italiano presso i potenziali visitatori e chi se ne occupa professionalmente”. L’ENIT, controllato da Stato e regioni, che hanno la competenza esclusiva sul turismo locale, guidato da Umberto Paolucci, “sta preparando, dunque, un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico”.
Che l’Italia abbia comunque bisogno di un qualche portale turistico lo ha voluto esplicitare ieri anche Bernabò Rocca, presidente di Federalberghi, secondo cui “al di là delle responsabilità oggettive che hanno fatto purtroppo fallire una simile iniziativa, da noi sempre sostenuta per l’ovvia operatività che avrebbe avuto, in un’epoca come l’attuale caratterizzata dallo sviluppo tecnologico e da Internet, bisogna che Stato, Regioni, ENIT e imprese si riuniscano urgentemente attorno ad uno stesso tavolo, per capire quali soluzioni reali ed alternative esistano al momento”.
Secondo Federalberghi, è necessario “salvare il salvabile. L’Italia, infatti, non può proprio permettersi il lusso di non avere un portale turistico di efficacia mondiale, col quale proporre le sue innumerevoli tipologie turistiche e le sue innumerevoli opportunità di scelta, altrimenti sarebbe come abdicare scientemente alla concorrenza sempre più ficcante dei nostri principali competitor”.
Il proposito di dare un futuro al progetto, rivisto e corretto e da far risorgere con basi del tutto nuove, è uno dei timori paventati nelle scorse ore da Scandalo Italiano, il blog che più da vicino ha seguito la vicenda Italia.it, secondo cui il vero problema è che Italia.it non è morto: “Perché Italia.it non è e non è mai stato un portale, non è un progetto, non sono contenuti, non è interesse comune, non è collaborazione, non è miglioramento. Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza”.
Fonte
Ecco come il Sig. Rutelli si è impegnato per il lancio del portale (e per fortuna che si è “impegnato”) ![]()
Sig.Rutelli la prossima volta (ammettendo che ci sarà) eviti di prenderci per i fondelli, grazie.
Accise su un litro di benzina:
1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l’ alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell’ Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
Totale 485,9 lire/l (0,25 €/l)
Benzina 1,379 – 0.25 = 1.129
Ufficio stampa Quirinale:
addetti all’informazione 5 persone
Ufficio stampa Palazzo Chigi:
addetti all’informazione 10 persone
Ufficio stampa Regione Puglia:
addetti all’informazione 3 persone
Ufficio stampa Buckingam Palace:
addetti all’informazione 14 persone
Ufficio stampa Regione Sicilia:
addetti all’informazione 23 PERSONE (tutti capi redattori)
Come faranno a dare un’informazione (ammettendo che la facciano) trasparente, pulita e non strumentalizzata questi 23 raccomandati?
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