Il Tribunale sblocca l’accesso a The Pirate Bay

26 09 2008

“The Pirate Bay” deve ritornare raggiungibile dall’Italia. E’ questa la sostanza del dispositivo emesso dal Tribunale di Bergamo in seguito al ricorso presentato dopo il sequestro del sito ordinato a ridosso di Ferragosto (ved. questa notizia per tutti i dettagli in merito al provvedimento).
Conosciuto anche con l’acronimo TPB e fondato a fine 2003, “The Pirate Bay” è un sito che si occupa di indicizzare i file BitTorrent. Il motore di ricerca di TPB mette a disposizione i file .torrent più disparati: alcuni di essi fanno riferimento a materiale software opensource mentre molti altri facilitano il download di programmi commerciali protetti dal diritto d’autore.

Come risultato dell’inchiesta, si era configurato l’obbligo – per i vari provider Internet – di bloccare l’accesso al sito TPB attivando filtri a livello IP o modificando i riferimenti all’interno dei server DNS di propria gestione. Obiettivo: quello di combattere la diffusione di materiale “piratato” attraverso la rete Internet.

Il ricorso di Peter Sunde, amministratore di TPB, è stato quindi accettato dal Tribunale che ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso lo scorso 1° Agosto dal Gip.
Per adeguarsi al dispositivo, i provider italiani dovranno rimuovere qualsiasi genere di filtro impostato per inibire l’accesso a TPB.

Protagonisti del ricorso sono stati gli avvocati cagliaritani Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi oltre all’esperto informatico Matteo Flora. I tre hanno presentato al Tribunale del Riesame di Bergamo tutta una serie di contestazioni ed osservazioni tecniche a proposito del decreto di sequestro preventivo.

Ad oggi non si conoscono le motivazioni del dispositivo di annullamento, che potrebbero essere le più disparate e che saranno rese note nei prossimi giorni.

Matteo Flora spiega come abbia risposto a quesiti che spaziavano dal protocollo di comunicazione ai tracker, dalle analisi di Alexa (e di quanto i dati pubblicati riflettano in modo molto approssimativo il traffico realmente generato da un sito web), passando per il concetto di “seed”.

Il provvedimento di sequestro preventivo potrebbe essere stato annullato per motivi formali (ed in questo caso potrebbe essere nuovamente presentato) oppure per motivazioni sostanziali che andrebbero eventualmente ridiscusse in Cassazione. Per il momento si può parlare solamente di ipotesi.

Fonte

La prima battaglia è stata i vinta! :D





Sandisk annuncia un nuovo formato musicale su MicroSD

23 09 2008

Il CD diventa sempre più piccolo: Sandisk rilascia ’SlotMusic’, un album in formato MP3 su una piccola memory card microSD.

Con le vendite di CD musicali in continuo calo,l’uso di una MicroSD è l’ultimo tentativo di forzare milioni di utilizzatori di player e cellulari MP3 verso un nuovo formato fisico per acquistare musica.

La piccola schedina si inserisce direttamente nel connettore dei cellulari compatibili e per garantire la massima compatibilità viene venduta completa di un adattatore USB.

Negli Stati Uniti, giganti come Wal-Mart e Best Buy hanno già ordinate le piccole schedine, che arrivano con musica senza DRM da EMI Music, Sony BMG, Universal Music Group, e Warner Music Group.

Il WSJ sostiene che il nuovo formato partirà con 29 album ad un costo fra i 7 e i 10 dollari.

Nessuna informazione sulla qualità della codifica MP3 che anche ad alto bit-rate non è ovviamente comparabile a quella di un normale CD musicale. Peccato non affiancare gli MP3 con formati lossless come Flac o Ape.

Fonte

A perte due “imprecisioni” dell’articolo, direi che è una buona notizia e che era decisamente ora!

Imprecisioni:

1) non è un “nuovo formato musicale”, ma un nuovo supporto.

2) non è vero che un mp3 codificato ad alto bit-rate (può essere anche basso, dipende dal decodificatore) non sia comparabile, acusticamente parlando, ad un CD musicale. Sfido l’autore dell’articolo a trovare differenze udibili tra un brano in classica “traccia audio” ad uno in formato MP3 “alta fedeltà” (cmq sicuramente meglio usare formati tipo flac e ogg, anche perchè sono open).





NOI

20 09 2008

Anni ‘80

Oggi





The Pirate Bay – Aggirare il blocco dei provider

17 09 2008

Dall’ormai famoso blocco (leggasi censura) del sito thepiratebay.org da parte dei provider italiani per un’ordinanza del sostituto procuratore Giancarlo Mancusi (procura di Bergamo) è passato un po’ di tempo, ma la situazione non sembra migliorare, anzi (perlomeno per me) è peggiorata.

Io ho un abbonamento Tiscali e fino a poco tempo fa il sito era raggiungibile semplicemente modificando i DNS del router con gli open dns, ora invece il sito è totalmente irraggiungibile, come anche il sito clone labaia.org; credo che il blocco sia stato “migliorato”.

Tralasciando i commenti (o insulti) su questa mossa che palesemente viola il diritto di libertà dei cittadini italiani. Fino a prova contraria The Pirate Bay non è un sito illegale (non contiene materiale illegale), altrimenti anche tutti i motori di ricerca internet lo sarebbero (basta che cerchiate un qualunque file torrent in Google e trovate migliaia di link). Senza contare il fatto che molti software vengono scambiati legalmente tramite sistemi Torrent (Linux ad esempio). Visto che quindi non hanno il coraggio di fare causa a tutti i motori di ricerca del globo e secondo il mio parere, lo ripeto, questo è una violazione del mio diritto di libertà, ho trovato una semplice soluzione per riappropriarmi dei miei diritti.

Oltre ali Open DNS, sempre utili, in rete esistono diversi siti chiamati “anonymizer”, che servono appunto per navigare anonimi. Inserendo il link della Baia direttamente in uno di questi siti, magicamente il blocco/censura va a farsi benedire!

Un esempio: http://anonymouse.org/anonwww.html

We don’t want a censored internet! And the war starts here…





Ecco perchè l’ipod è già vecchio

9 09 2008

Kane Kramer inventò l’iPod nel 1979

Un brevetto del 1979 consente ad Apple di chiudera la causa con Burst.com, che accusava l’azienda di Steve Jobs di aver violato i propri brevetti
di Piersandro Guerrera

La credenza popolare punta naturalmente verso Apple, nella realtà l’azienda californiana ha solo acquistato e rimarchiato un prodotto già pronto, ma la guerra dei brevetti, come sempre, ha portato in tribunale anche il colosso dalla mela morsicata per la paternità del primo lettore musicale portatile non dotato di nastri o cd.

Il vero creatore dell’iPod, o per meglio dire del “lettore portatile”, è in realtà Kane Kramer, un  inventore inglese che nel 1979 brevettò un dispositivo di nome |X| che consentiva di scaricare da apposite stazioni di distribuzione la musica e condividerla anche attraverso un telefono.

Kramer ha testimoniato, su invito di Apple stessa, nella causa contro Burst.com che voleva un risarcimento di 60 milioni di dollari per aver infranto alcuni brevetti riguardanti la parternità del lettore multimediale portatile. La svolta avvenne nel 2005 quando Kramer ammise su un giornale di essere il reale inventore dell’iPod e di tutta la famiglia di prodotti derivati, solo che il suo brevetto del 1979 era scaduto per mancanza dei fondi necessari a rinnovarlo.

Apple convinse quindi Kramer a testimoniare portando i suoi disegni originali e raccontando questa triste storia. Concluso il suo lavoro, invece di essere ringraziato con un cospicuo rimborso, a Kramer sono state accreditate esclusivamente le spese di viaggio e albergo insieme a un piccolo extra per la  testimonianza.

L’iPod, si è quindi scoperto, è un prodotto “vecchio” di quasi  30 anni…

Fonte

Non so perchè, ma questa storia mi fa venire in mente Microsoft… :D





Ancora Rapaci

7 09 2008

Ormai sta diventando un’abitudine sempre più piacevole fotografre questi splendidi rapaci.

Dalle mie parti hanno organizzato una mostra e chiaramente ne ho approffittato subito ;)

Oltretutto con l’autunno questo genere di mostre/esibizioni aumentano, quindi aspettevene delle altre!

Poiana Codarossa
Poiana codarossa

Poiana codarossa

Crop 100%
Poiana

Gheppio
Gheppio

Falco Lanario
Falco Lanario

Falco Lanario