“La buona notizia è che dio non esiste. Quella cattiva è che in Italia non si può dire”.

30 01 2009

Cambiato messaggio ottiene ok da concessionaria

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(ANSA) – GENOVA, 29 GEN – L’Unione atei, agnostici e razionalisti (Uaar) vince il 2/O round e cambiato il messaggio a Genova, ottiene l’ok dalla concessionaria. La notizia e’ stata anticipata stamani dal quotidiano ‘La Repubblica’ e confermata dalla Igp Decaux, la concessionaria di pubblicita’ per la campagna sugli autobus a Genova. Il nuovo slogan e’: ‘La buona notizia e’ che in Italia ci sono milioni di atei. L’ottima e’ che credono nella liberta’ di espressione’ .
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Vabbè è finita a “tarallucci e vino”, sinceramente preferivo la prima versione, giusto perchè è decisamente meno scontata…





Controcampagna ai bus-atei

19 01 2009

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(ASCA) – Roma, 19 gen – ”E’ iniziata ieri, con l’affissione di migliaia di manifesti con la scritta ”una buona notizia: Dio esiste e anche gli atei lo sanno’ la controcampagna dei Cristiano Riformisti, che vedra’ protagoniste le maggiori citta’ italiane. Non vuole essere solo la risposta ad una battaglia degli atei, ma un messaggio forte da parte di noi cattolici che sentiamo oggi piu’ che mai l’esigenza di ribadire le tradizioni e le radici della cultura italiana ed europea che trovano fondamento nel cristianesimo. E’ una risposta a tutti coloro che di fronte ad una timidezza dei cattolici stanno occupando piazze che prima erano usate per fare processioni o manifestazioni di carattere religioso”.

Con queste parole l’On.Antonio Mazzocchi deputato del Popolo della Liberta’ e Presidente dei Cristiano Riformisti, ha annunciato la nuova campagna del movimento CR.

”Non e’ una casualita’ del destino che si concentrino tutti in un solo punto – spiega – magari proprio di fronte ad un duomo o una cattedrale ad affermare che in quel momento quello spazio e’ il loro. Lo fanno per dare una prova di forza, per contarsi e lanciare un messaggio chiaro e diretto.

Noi Cristiano Riformisti, in maniera altrettanto chiara e diretta abbiamo intenzione di far capire bene che c’e’ una maggioranza silenziosa di italiani che non smette di credere e che non ha alcuna intenzione di rinunciare alla propria identita’ religiosa nazionale”.

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A parte che non ho ben capito il senso della frase, cioè perchè gli atei dovrebbero saperlo?
Sarebbe cmq interessante sapere se la campagna è legale o abusiva, perchè se questa è stata autorizzata e quella degli atei no, la cosa risulta decisamente grave. Se poi invece è abusiva, beh allora è abbastanza ridicola…





Ecco la libertà in Italia

17 01 2009

‘Dio non esiste’, rifiutata la pubblicità Niente slogan ateo sugli autobus

Gli autobus dell’Amt non porteranno in giro per Genova lo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. La concessionaria IGPDecaux degli spazi pubblicitari sui bus dell’Amt, ha infatti deciso di non concederli all’Unione degli atei, razionalisti ed agnostici (Uaar)

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GENOVA – E’ stata rifiutata la campagna pubblicitaria degli atei su due autobus urbani di Genova. La IGPDecaux, concessionaria IGPDecaux degli spazi pubblicitari sui bus dell’Amt, ha infatti deciso di non concedere all’Unione degli atei, razionalisti ed agnostici (Uaar) gli spazi per lo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. Nel darne notizia l’Uaar precisa di attendere ancora le motivazioni e di aver chiesto al Comune di Genova di revocare la concessione alla IGPDecaux. La concessionaria replica spiegando che la pubblicità degli atei viola il Codice di autodisciplina pubblicitaria perché “lesivo delle convinzioni religiose delle persone”

L’accusa dell’Uarr. “Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste – dichiara il segretario generale della Uaar, Raffaele Carcano – Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste”.

La motivazione della concessionaria. Il messaggio della campagna dell’Unione atei, razionalisti ed agnostici (Uaar) “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, non rispetterebbe il Codice di autodisciplina pubblicitaria perchè “lesivo delle convinzioni religiose delle persone” e per questo non sono stati concessi gli spazi sugli autobus dell’Amt di Genova. E’ quanto spiegano dalla concessionaria pubblicitaria milanese Igp Decaux. “Abbiamo ricevuto il bozzetto definitivo ieri e, sentito il parere del nostro legale, l’amministratore delegato della società Fabrizio du Chene De Vere ha preso questa decisione”, spiega il responsabile delle relazioni esterne della Igp Decaux, Benedetta Arlati.

Pubblicità offensiva. Il messaggio è stato considerato lesivo del combinato di due punti, gli articoli 10 e 46 del Codice. Il primo riguarda le “Convinzioni morali, civili e religiose e la dignità delle persone” che non devono essere offese ed il secondo porta il titolo di “Appelli al pubblico”, rafforzando il precedente. “Abbiamo usato la procedura che seguiamo di solito per casi di questo genere. Il messaggio era troppo forte e non ce la siamo sentita. Dobbiamo avere la massima attenzione, visto poi che gestiamo spazi altrui”, ha concluso Arlati.

Intervenga il comune di Genova. Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente “a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione”. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla Igp Decaux. “Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare. – conclude Carcano – Mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13 000 euro, continua”.

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“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”

12 01 2009



Un fotomontaggio illustra come sarà la campagna sugli autobus genovesi

“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. E’ questa la versione italiana della campagna a favore dell’ateismo che dal 4 febbraio tappezzerà due autobus pubblici a Genova. Ma sarà solo l’inizio. O forse la fine di questa promozione dell’incredulità, a giudicare dalle animate polemiche e controffensive religiose seguite alla stessa iniziativa sui bus di Londra, in Spagna, a Washington e anche in Australia, dove è stata bloccata prima ancora di apparire per le strade.

Non a caso l’apertura della campagna lanciata dall’Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) partirà da Genova. “E’ una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei” spiega Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar. “Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l’Uaar ha deciso di riprendersi un po’ di par condicio. E di fare pubblicità all’incredulità”.

Ricorrere agli spot scegliendo di mandare messaggi come se si trattasse di una nuova auto o di un detersivo dà l’idea delle condizioni degli atei costretti a riaffermare la propria presenza di fronte alla pervasività della presenza cattolica. “La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola” prosegue Carcano. “Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l’Uaar intende riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle”, con un messaggio “che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista”.

L’idea dei bus atei è stata della British Humanist Association e il successo è stato tale che è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. Come già accaduto all’estero, anche gli atei italiani hanno lanciato una campagna per raccogliere i fondi necessari per estendere l’iniziativa con altri mezzi e in altre città. Reazioni permettendo. “Non abbiamo idea di cosa ci aspetta perché è sempre difficile fare previsioni” prosegue Carcano. “Per fare un esempio nel mondo dell’editoria, la chiesa non critica i libri di Augias o di Maltese quando escono ma solo quando se ne comincia a parlare, allora si scatenano, come hanno fatto anche con Dan Brown. Anche noi avremmo potuto lanciare la nostra campagna partendo da Roma, ma abbiamo preferito evitare di fare del facile vittimismo”.

L’Unione degli atei italiani è quindi pronta e anche curiosa di vedere che tipo di reazioni ci saranno. “Vedremo cosa succederà nella laica Genova quando gireranno per la città mezzi pubblici che, al posto delle solite pubblicità, incoraggeranno a vivere senza il conforto della fede”.

Intanto la campagna sull’inesistenza di dio si diffonde nelle metropoli non solo europee. In Spagna – da oggi a Barcellona, presto a Madrid e Valencia, poi anche a Saragozza, Siviglia e Bilbao – lo slogan è stato tradotto da quello inglese: “There’s probably no god. Now stop worrying and enjoy your life” (Probabilmente dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita). Il messaggio scelto dalla American Humanist Association per i bus di Washington è “Why believe in a god? Just be good for goodness’ sake” (Perché credere in dio? Sii buono per amore della bontà). In Australia lo slogan creato suona come “gli atei dormono la domenica mattina”.

Nella cattolica Spagna i fondi sono stati raccolti dall’Unione atei e liberi pensatori (Ual) attraverso il sito busateo.org ma, mentre a Barcellona la campagna è partita oggi, a Madrid l’associazione degli atei (Amal) sta ancora negoziando l’affitto dello spazio pubblicitario su due autobus urbani con l’impresa di trasporti locale.

A Londra l’iniziativa degli atei britannici ha raccolto donazioni che hanno ampiamente superato le aspettative al punto che la campagna sarà estesa in tutto il territorio nazionale su bus e metropolitane. Intanto Christian Voice, un’associazione cristiana, ha fatto pervenire una protesta ufficiale alla Advertising Standards Authority (Asa), sostenendo che la campagna viola le leggi sulla veridicità degli slogan perché il messaggio viene “presentato come un dato di fatto e ciò significa che, per non trasgredire le regole, dev’essere provato”. L’associazione degli umanisti britannici non si è lasciata intimidire dalla lamentela e la sua direttrice, Hanne Stinson, ha dichiarato: “Mi dispiacerebbe per l’Asa, se venisse richiesto all’autorità di pronunciarsi sull’esistenza di Dio. Se comunque decidessero di aprire un’inchiesta, siamo disposti a collaborare”.

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Ogni tanto qualcosa di serio! :D