Gocce d’acqua su Marte?

24 03 2009

acqua

Il Mars Phoenix Lander sembra che ce l’abbia fatta! Sulle sue “gambe” sono state fotografate gocce variabili di liquido che sembrano molto probabilmente formate di acqua salata. L’alta salinità permetterebbe di resistere in tali condizioni anche sul pianeta rosso. Per la prima volta si è vista l’acqua su un altro luogo che non sia la Terra.

L’Università del Michigan ha analizzato i dati della sonda marziana e si è accorta che sulle “gambe” del lander si erano formate gocce liquide che sono anche cambiate nel tempo. La foto illustra molto bene questa evidenza. Sono stati fatti i calcoli più accurati e si è visto che in realtà anche alle temperature ed alla pressione della superficie marziana l’acqua con alto contenuto di salinità può sopravvivere, senza ghiacciare o sublimare. Infatti la temperatura di congelamento dovrebbe aggirasi sui -90/105°F, mentre al suolo la temperatura media si aggira sui -75°F. I motori del lander avrebbero sciolto il ghiaccio ed il veicolo spaziale avrebbe “schizzato” fango sulle sue gambe. Invece di sublimare o ghiacciare, queste gocce si sono ingrandite condensando vapor d’acqua atmosferica. Alcune si sono anche unite tra loro. Benché la composizione chimica di questo composto “acquoso” sia altamente ostile per la vita, qualche batterio è capace di sopravvivere in tali condizioni sul nostro pianeta. Forse questa notizia ancora semisconosciuta potrebbe diventare uno “scoop” eccezionale se le analisi in corso confermeranno i dati preliminari. Torneremo senz’altro a parlarne. Per il momento potremmo sempre prepararci un piatto di spaghetti alla marziana …

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Che possa essere davvero acqua allo stato liquido? Un errore di valutazione? Un possibile pesce d’aprile?
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Acqua al petrolio

4 03 2009

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Circa 50 milioni di barili di greggio. E’ quanto hanno speso, nel solo 2007, gli Usa per soddisfare la domanda di acqua in bottiglia

Solo nel 2007, negli Stati Uniti, sono stati venduti circa 33 miliardi di litri d’acqua in bottiglia, una media di 110 litri a persona. Più del latte e della birra. Una richiesta cresciuta del 70 per cento dal 2001 a oggi, per soddisfare la quale i due scienziati stimano siano stati necessari tra i 32 e i 54 milioni di barili di petrolio. L’acqua imbottigliata ha infatti un costo energetico tra mille e duemila volte maggiore a quello dell’acqua del rubinetto. È il risultato della prima ricerca “peer reviewed” svolta sull’argomento e pubblicata su “Environmental Research Letters”da Peter Gleick e Heather Cooley, scienziati ambientalisti del Pacific Institute (Oakland, California).

Stabilire con esattezza quale sia l’impronta ecologica di una singola bottiglia non è compito semplice a causa delle differenze, a volte anche macroscopiche, fra una marca e l’altra in termini di luogo di produzione e distribuzione. Ma la ricerca conferma in pieno le accuse che gli ambientalisti hanno più volte sollevato: Gleick e Cooley hanno calcolato il dispendio energetico usato nelle varie fasi della produzione e consumazione delle bottiglie d’acqua, mostrando che le fasi più dispendiose sono la produzione e il trasporto.

Nell’articolo vengono presi in considerazione tre esempi di acqua presente sul mercato di Los Angeles: un’acqua prodotta nei dintorni della città, una imbottigliata nelle zone del Pacifico del Sud e la terza prodotta in Francia. Nel primo caso la maggior parte dell’energia viene impiegata per la produzione delle bottiglie di plastica, quando invece il trasporto deve coprire lunghe distanze, il costo energetico del viaggio diventa la prima voce del bilancio. Tutte gli altri costi – processamento, imbottigliamento, etichettatura e refrigerazione – sono inferiori.

L’ecologista Hyung Chul Kim della Columbia University, commentando la ricerca, ha notato che i due studiosi non hanno preso in considerazione l’energia risparmiata attraverso il riciclaggio di bottiglie. Gleick ha risposto che la ricerca non ha dato valore a questo aspetto perché quasi tutte le bottiglie riciclate vengono trasformate in moquette, in vestiti o in giocattoli, mentre pochissime tornano a essere nuove bottiglie. (f.s.)
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Alla salute!