Idrocarburi su Iperione


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Iperione, la strana luna di Saturno, non cessa di stupire i ricercatori. Dopo le curiose immagini, rese pubbliche tempo fa, che evidenziavano l’aspetto quasi spugnoso della sua superficie, nei giorni scorsi è stato pubblicato su Nature uno studio con la prima mappa dettagliata della sua composizione superficiale.
I dati che fanno da supporto allo studio sono quelli raccolti dalla sonda Cassini in occasione del suo passaggio ravvicinato avvenuto nel settembre 2005. In tale circostanza gli strumenti della sonda (lo spettrografo ultravioletto e lo spettrometro visuale e infrarosso) hanno confermato la presenza di ghiaccio d’acqua sulla superficie di Iperione. Dallo studio delle immagini, poi, i planetologi hanno dedotto che questo ghiaccio è in forma cristallina, proprio come sulla Terra.
I dati della Cassini, però, non si limitano a segnalare la presenza del ghiaccio d’acqua e, dunque, a confermare le osservazioni compiute da Terra. Le rilevazioni degli strumenti, infatti, hanno permesso di scoprire che a questo ghiaccio è frammisto ghiaccio di anidride carbonica e, inoltre, che sulla superficie di Iperione vi sono macchie più scure, il cui profilo spettrale si adatta alla perfezione a quello degli idrocarburi. L’interpretazione data dai planetologi a quest’ultima rilevazione è che sulla superficie della luna di Saturno ci si potrebbe anche imbattere in crateri caratterizzati dalla presenza di una notevole quantità di idrocarburi.
“Si tratta di una scoperta molto importante – ha commentato Dale Cruikshank, planetologo del NASA Ames Research Center e autore principale dello studio – perché queste molecole, quando sono immerse nel ghiaccio e vengono esposte alla radiazione ultravioletta, originano nuove molecole estremamente significative dal punto di vista biologico. Questo non significa certo che si sia trovata la vita, ma è un’ulteriore indicazione che le basi chimiche necessarie alla vita sono sparse dovunque nell’universo.”
Al di là delle possibili connessioni astrobiologiche, però, quello che più interessa i planetologi è vedere quale aiuto concreto le rilevazioni della Cassini possono portare alla ricostruzione del passato di Iperione.

Fonte: Coelum

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