Ecco la libertà in Italia


‘Dio non esiste’, rifiutata la pubblicità Niente slogan ateo sugli autobus

Gli autobus dell’Amt non porteranno in giro per Genova lo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. La concessionaria IGPDecaux degli spazi pubblicitari sui bus dell’Amt, ha infatti deciso di non concederli all’Unione degli atei, razionalisti ed agnostici (Uaar)

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GENOVA – E’ stata rifiutata la campagna pubblicitaria degli atei su due autobus urbani di Genova. La IGPDecaux, concessionaria IGPDecaux degli spazi pubblicitari sui bus dell’Amt, ha infatti deciso di non concedere all’Unione degli atei, razionalisti ed agnostici (Uaar) gli spazi per lo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. Nel darne notizia l’Uaar precisa di attendere ancora le motivazioni e di aver chiesto al Comune di Genova di revocare la concessione alla IGPDecaux. La concessionaria replica spiegando che la pubblicità degli atei viola il Codice di autodisciplina pubblicitaria perché “lesivo delle convinzioni religiose delle persone”

L’accusa dell’Uarr. “Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste – dichiara il segretario generale della Uaar, Raffaele Carcano – Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste”.

La motivazione della concessionaria. Il messaggio della campagna dell’Unione atei, razionalisti ed agnostici (Uaar) “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, non rispetterebbe il Codice di autodisciplina pubblicitaria perchè “lesivo delle convinzioni religiose delle persone” e per questo non sono stati concessi gli spazi sugli autobus dell’Amt di Genova. E’ quanto spiegano dalla concessionaria pubblicitaria milanese Igp Decaux. “Abbiamo ricevuto il bozzetto definitivo ieri e, sentito il parere del nostro legale, l’amministratore delegato della società Fabrizio du Chene De Vere ha preso questa decisione”, spiega il responsabile delle relazioni esterne della Igp Decaux, Benedetta Arlati.

Pubblicità offensiva. Il messaggio è stato considerato lesivo del combinato di due punti, gli articoli 10 e 46 del Codice. Il primo riguarda le “Convinzioni morali, civili e religiose e la dignità delle persone” che non devono essere offese ed il secondo porta il titolo di “Appelli al pubblico”, rafforzando il precedente. “Abbiamo usato la procedura che seguiamo di solito per casi di questo genere. Il messaggio era troppo forte e non ce la siamo sentita. Dobbiamo avere la massima attenzione, visto poi che gestiamo spazi altrui”, ha concluso Arlati.

Intervenga il comune di Genova. Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente “a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione”. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla Igp Decaux. “Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare. – conclude Carcano – Mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13 000 euro, continua”.

Fonte

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3 thoughts on “Ecco la libertà in Italia

  1. Edoardo Capulli ha detto:

    Su Youtube gira un filmato di un nuovo bus, che ha frase sullo stile di quella mostrata a Genova dall’associazione di atei, ma di contenuto più ottimista e prudente. Di fronte a concetti o realtà come “Dio”, serve a poco gonfiarsi come tacchini, ergendosi a fari di verità assoluta. Giova di più vestirsi di quella sana prudenza che solo gli uomini intelligenti ed umili sanno portare. Chi ha ingegno e capacità, farebbe bene ad adoperarsi per risolvere i problemi veri dell’umanità. Guerra, prepotenza, disparità sociali, negazione dei diritti, sono sfide più degne di uomini e donne che vogliano rendere utili le loro vite. Altro che battaglie contro Dio. Se non vogliamo parlare di bestemmia, possiamo parlare di bestialità.
    Giriamo pagina e parliamo invece di rinnovato impegno civile. Il cittadino della classe media è dormiente: risvegliamolo!

  2. Neuro ha detto:

    @Edoardo Capulli: non è altrettanto bello fare spam in nome di Dio 😉

  3. faberex ha detto:

    Dio: una malattia dalla quale immaginiamo di essere stati curati perché nessuno ai nostri giorni ne rimane vittima.

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