I terremoti non si possono prevedere, ma si possono “combattere”


Armi giapponesi contro i terremoti: prevenzione ed organizzazione

Negli anni ottanta gli americani che andavano in giappone, sorridevano e si divertivano nel vedere che ciclicamente bambini, impiegati, personale di albergo si addestravano alle simulazioni antiterremoto.Poche regole precise, piccoli oggetti d aiuto, molta e continua informazione procedurale destavano non poca curiosità e commenti in un paese che organizza anche i posti dei senzatetto con i numeri e le righe per terra.Il 17 ottobre 1989 segna una data storica per san francisco (california) un mega terremoto la segnò profondamente con il primo terremoto andato in diretta sulla cbs durante una finale storica di football americano.Dopo quell’evento gli stati uniti hanno cominciato il loro pellegrinaggio in giappone a testa bassa ammettendo che il popolo nipponico ci aveva visto lungo e proprio dai  loro  efficaci programmi nazionali hanno cominciato a mettere in pratica i sistemi di prevenzione.Si avete capito bene la PREVENZIONE che è l’unica arma funzionate contro i terremoti inquanto purtroppo ad oggi non sono PREVEDIBILI (o quasi).
Ad oggi il giappone è il paese con la migliore organizzazione a tema sismico del mondo.
Il giappone ha redatto a livello governativo 6 punti focali per la prevenzione/organizzazione contro i terremoti:

1)- informativa di prevenzione su larga scala (volantini,manuali, documentazione)
2)- strutture preorganizzate e visibili di cartellonistica di percorsi di emergenza
3) – pianificazione dettagliatissima delle evacuazioni post sisma
4) – strutture globali(abitazioni,tubature cavi elettrici) antisismici
5) – kit di sopravvivenza in uffici e case
6) – esercitazioni cicliche antisisma

1)Scuole, palazzi, centri turistici per  stranieri, di fatto tutti gli enti governativi giapponesi hanno la prevenzione dei terremoti come fondamenta della vita sociale giapponese.Manuale e documentazione viene aggiunta e spiegata ovunque perfino nei ryokan tradizionali.Questo manuale eccelle nella semplicità e completezza ed è stato copiato in Canada, Usa, e paesi scandinavi come esempio di eccellenza organizzativa.

2/3)Come è visibile in foto i percorsi cittadini delle prefetture sono TUTTi segnalati e pianificati con segnaletica fissa per convogliare il traffico delle persone in panico e dei soccorsi in caso di post sisma.
I cittadini sono organizzati per aerea abitativa ed in caso di evento catastrofico, sanno SENZA aspettare i soccorsi dove si devono raggruppare (piazza, parco o scuola) ed attendere istruzioni.Nulla é lasciato al caso, anzi.Nelle grandi città la carpa/pesce gatto indica quali siano le grandi arterie che sono chiudbili in pochi minuti con possibilità di confluire il flusso emergenze.

4)Se provate ad andare in una agenzia immobiliare giapponese per appartamenti in palazzina vi accorgerete che esiste una sezione di vendita (obbligatoria per legge) che spiega gli accorgimenti antisismici obbligatori che equipaggiano il palazzo.Da qualche anno per esempio alcuni palazzi basano i pilastri portanti su sfere i cemento all’interno di cilindri di cemento, che in caso di terremoto fanno muovere il palazzo in movimenti circolari i quali spezzano l’urto del terremoto.

La lista delle progettazioni antisismiche giapponesi meriterebbero un libro a parte piu che un post, come i tubi gas centrali e queli elettrici con innesti e connessioni futuribilmente antisismiche.

5)I negozi, gli uffici e molte abitazioni hanno incollate sulla porta di casa o sotto le scrivanie il famoso kit anti sisma che in casi emergenza trovandosi bloccati permette di sppravvivere alcuni giorni aspettando i soccorsi (torcie a carica, radio a carica, garze cerotti, acqua, barrete energetiche, fischietto etc) .

6)Le scuole gli uffici etc seguono ciclicamente percorsi ed addestramenti antisismici che SENZA ALCUN DUBBIO [dati alla mano] aumentano la possibilitá di sopravvivenza all’ennesima potenza.

Anche L’italia come il giappone è un paese sismico.Ma passato lo shock che ha tristemente assalito l’italia, assisteremo al balletto politico “si poteva prevedere o non si poteva prevedere”, rischierando guelfi e ghibellini con le solite chiacchiere da bar o porta a porta..

Nessuno si lamenterà invece se “si poteva organizzare e prevenire” riducendo i rischi ed efficiando i soccorsi ..specie in questi casi dove è palese che migliaia di abitazioni che riversano sulla dorsale appenninica ad alto rischio sisma sono strutturate e costruite senz alcun criterio antisismico…e se c’era una centrale nucleare???

Armi giapponesi contro i terremoti (2): strutture antisismiche

 

In accoppiata con la prevenzione e l’organizzazione (citate nei post precedenti) il Giappone è apripista nella introduzione di tecnologie antisismiche ai suoi edifici.

Basta vedere anche dall’alto Tokyo o qualunche altra città nipponica e subito si capirà che oltre l’80% delle costruzioni (in particolare private) non supera il 4°piano.I grattacieli che sono di per se anche con la loro struttura elastici ai movimenti, non vengono menzionati nella percentuale appena espressa, mentre gli edifici tradizionali si.

E’ solo a cavallo degli anni 90 che si è cominciato a sfidare la natura andando con edifici oltre il 4° piano, ma in quegli anni sono state applicate su larga scala strutture antisismiche, OBBLIGATORIE PER LEGGE.
I dispositivi più diffusi applicati alle strutture sono:
– cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici
– acciai molto più elastici del normale a bassa rigidità
– fibra di carbonio che avvolge i pilastri rendendoli più resistenti alle fratture
– dissipatori che ammortizzano i movimenti tra un piano e l’altro
– porte e finestre ad architrave mobile per le escursioni da sisma
– vetri con mescola a maglia per evitare le spaccature

Oltre l’aspetto tecnologicamente valido non da meno viene l’aspetto burocratico.

a)Il cosidetto fascicolo fabricato menziona una tabella registrata e protocollata della area sisma. Una scala a livelli sisma suddivisa per prefetture indica il livello di tecnologia antisisma obbligatoria che la casa ha applicata.Ma sopratutto l’intero patrimonio immobiliare e censito catalogato protocollato ed fondamentalmente di domino PUBBLICO!In italia il censimento per motivi di “privacy” non è di pubblico dominio ma unicamente della protezione civile che lo tiene segreto.

b)Gli immobili inoltre possono esere soggette al progetto assicurativo chiamato JER “Japanese Earthquake Reinsurance” una copertura mista dal supporto dello stato e dalla parte broker gestita dai privati.Un elenco molto dettagliato potete estrapolarlo qui, suddiviso in due macro categorie i privati e gli edifici business.
Per la messa in norma ed in protezione sismica gli enti a scopo sociale (cliniche, ospedali privati, etc) hanno una macro detassazione per límplementazione dei sistemi in oggetto.

Per quanto riguarda la tecnologia ed i trasporti li il giappone è veramente avanti.
Il servizio metereologico nazionale ha nella sua rete pubblica un sistema in tempo reale di messa in sicurezza dei mezzi in movimento.Funziona esattamente come l’allarme terremoto di cui abbiamo parlato ma stavolta oltre l’allarme visivo/uditivo interagisce con i comandi di emergenza che:
– disattivano e portano per inerzia gli ascensori dei palazzi al piano inferiore liberando le porte
– a causa del pericolosissimo effetto disalleneamento binari, fermano ad inerzia i treni shinkansen
– rallentano ed inibiscono comandi per metropolitane e treni in galleria.

L’elenco sarebbe lunghissimo ma ci fermiamo qui solo per far capire che i sistemi tecnologici in giappone vengono usati con il fine del massima efficienza e della cura delle vite umane.

Fonte1 Fonte2

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