Nell’era del “tutto pronto” Arduino fa la differenza


Officine Arduino, l’Italia che innova a colpi di open source

Sarà vero che in Italia la parola innovazione è diventata quasi inopportuna? Effettivamente il mantra del digital divide viene ripetuto con una frequenza quasi insopportabile, i fondi scarseggiano endemicamente ed ogni eccellenza italiana sembra debba emigrare all’estero per vedere riconosciuti i propri sforzi.

Però, a volte, ci sono imprese, idee e personaggi che resistono al pessimismo dilagante e alla scarsità di soldi e coraggio che caratterizza il nostro Paese e progettano soluzioni brillanti, innovative e vincenti (anche sotto il profilo squisitamente “commerciale”).

Un esempio? Arduino. Se la parola l’avete gà sentita nominare, nessun problema, sicuramente qualche giornale, sito e periodico specializzato effettivamente ne ha parlato. E come avrebbe potuto far altrimenti?

Arduino, nato nel 2005 da un team internazionale che annovera David Cuartielles, Tom Igoe e David Mellis e, soprattutto due innovatori italiani, Massimo Banzi e Gianluca Martino, è un animale strano, polimorfico, eccitante. E’ un incubatore per nuove idee e progetti, ma anche un prodotto fatto e finito: una scheda elettronica open source che serve per far funzionare oggetti che potete trovare anche a casa vostra.

La conseguenza logica della filosofia open source sottesa al progetto è sbocciata definitivamente con la creazione delle Officine Arduino, che da qualche mese hanno inaugurato la propria sede, presso gli spazi del co-working torinese Toolbox e che da oggi possono essere considerate il punto di riferimento dell’open source in Italia.

Già, perchè in Italia il software libero, che ha tante correnti, diramazioni, scopi e filosofie, è gettonatissimo e può contare su eccellenze a livello worldwide. Per chi non lo sapesse, open source, banalizzando al massimo il concetto di base, significa che tutti gli utenti detengono il codice sorgente che può essere così liberamente modificato, ridistribuito, migliorato.

Nessuna licenza da pagare a caro prezzo e massima customizzazione possibile. In pratica, l’uovo di Colombo, basti pensare a quanto spendono annualmente le nostre pubbliche amministrazioni in licenze. Alle Officine Arduino innovazione e open source saranno i cardini per gli anni a venire che, tra l’altro, si prospettano interessanti anche sotto il profilo dell’espansione del mercato.

Secondo Gartner, una delle più importanti società di consulenza specializzata nel mondo dell’ITC, ogni azienda entro pochi anni utilizzerà per la sua attività almeno un’applicazione o un programma open source. Che il tempo delle licenze sia terminato? In ogni caso, il futuro è open e per una volta l’Italia, invece di rincorrere, guida la rivoluzione.

Fonte

Qui moltissimi progetti basati su Arduino:
http://www.instructables.com/tag/type-id/category-technology/channel-arduino/

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