La bufala dei cerchi nel grano perchè la gente continua a crederci?


Bugie, credenze popolari, leggende metropolitane come classificare tutte quelle storie che negli anni si sono così radicate nella società e che ormai sembrano vere in quanto entrate a far parte dell’immaginario collettivo?

Tra quelle che vanno di moda grazie ad Internet e al passaparola è quella dei cerchi fatti nel grano, figure artistiche che affascinano chi le guarda. Realizzate dagli alieni? Da misteriosi vortici di plasma? Niente di tutto questo ovviamente, si tratta di immagini disegnate da gruppi di persone (circlemakers) usando i campi di grano come se fossero dei fogli di carta.

Di solito chi li realizza cerca di nasconderci dentro un significato in questo modo aumenta la curiosità e il mito continua a diffondersi sempre di più.

Nella notte tra il 20 e il 21 giugno 2014 ne è stato realizzato uno nel comune di Poirino (TO)

cerchiograno

Gli autori sono Francesco Grassi, Paolo Attivissimo, Marco Morocutti, Simone Angioni, Antonio Ghidoni, Davide Dal Pos, Alessandra Pandolfi. Il cerchio nel grano misura circa 65 metri x 120 metri

Rappresenta una bellissima opera d’arte ma niente di più. Ci sono comunque altri esempi di cerchi nel grano famosi i cui autori sono ben conosciuti, ricordiamo tra tutti.

Il logo di Firefox (il famoso panda rosso) realizzato da un team di 12 persone (studenti dell’università dell’Oregon), sempre in una notte.

firefox-crop-circle1

Non poteva poi mancare il cerchio nel grano di “Hello Kitty” realizzato per onorare il trentesimo anniversario della creazione del personaggio.

hellokitty

Perchè quindi si continua a credere al fenomeno dei cerchi nel grano ed ad altri eventi che non hanno una base scientifica? Ricercatori che lavorano nel campo delle neuroscienze credono che riguardi un aspetto insito del nostro cervello. Processi semantici astratti, l’immaginazione, l’interpretazione degli intenti e delle emozioni. Siamo quello che siamo forse anche grazie a questo, la dote che abbiamo nel cercare di vedere oltre la realtà che percepiamo, fa parte di noi.

FONTE

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