Mi compro un’arma o vado a pesca?

Ecco quanto ci vuole in USA (in alcuni stati) per comprare un’arma

 

Ecco quanto ci vuole per farsi una licenza di pesca in provincia di Bolzano

Oltre alla normale “licenza di pesca” serve un esame per essere “abilitati alla pesca”

L‘esame di pesca ha generalmente luogo una volta all’anno, in primavera. Esso si svolge davanti ad un‘apposita commissione nominata dalla Giunta provinciale. La commissione è composta dal direttore dell’Ufficio caccia e pesca quale presidente e da due esperti in materia di pesca.

L’esame di pesca è strutturato in due prove: una prima prova scritta, in forma di quiz; una prova orale, alla quale il candidato è ammesso solo nel caso abbia superato la prova scritta.


All’esame di pesca è richiesta la conoscenza delle seguenti materie

  • nozioni generali sulla tutela della natura e sulle principali leggi provinciale vigenti in tale materia;
  • le specie ittiche autoctone e il loro ambiente;
  • nozioni sulla normativa provinciale vigente in materia di pesca;
  • attrezzi, esche e metodi di pesca con la lenza;
  • elementari norme di comportamento del pescatore durante l’esercizio della sua attività.
  • Il conseguimento dell’abilitazione alla pesca viene registrato nella licenza di pesca.
  • L’esercizio della pesca è infine subordinato all’acquisto di un permesso annuale o giornaliero di pesca.

 

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E col 2013 avremo il primo animale Ogm da tavola

Il primo animale geneticamente modificato sembra ormai destinato a sbarcare sulle tavole dei consumatori americani. Si tratta di un salmone ingegnerizzato per crescere al doppio della velocità. L’authority ha già dato il primo via libera. E potrebbe aprire la strada a nuovi alimenti biotech.

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Dopo anni di discussioni, polemiche, critiche, accuse e contro-accuse si è finalmente arrivati al dunque: il primo animale geneticamente modificato sembra ormai destinato a sbarcare sulle tavole dei consumatori americani. Verrà poi il turno anche della vecchia Europa, nonostante le sue leggi più restrittive?

Soltanto pochi giorni fa, infatti, la Food and Drug Administration ha rilasciato due documenti relativi a una controversa specie di salmone chiamata AquAdvantage, ingegnerizzata dall’AquaBounty Technology del Massachusetts per crescere al doppio della velocità. Scopo del progetto: venire incontro alla crescente domanda di pesce da parte dei mercati mondiali.

Nei rapporti si afferma che l’animale non ha nessun impatto ambientale significativo e che è allo stesso tempo sicuro per il consumo umano. Si tratta, in sostanza, del preludio all’approvazione definitiva per il mercato. «L’Fda – si legge in un documento – ha concluso che il cibo derivante dal salmone AquAdvantage è sicuro quanto quello del comune salmone dell’Atlantico. Esiste la ragionevole certezza che consumarlo non possa causare alcun danno». L’agenzia, inoltre, ritiene adeguate le misure di sicurezza concepite per affrontare eventuali rischi – sia per l’uomo che per l’ambiente. I salmoni biotech saranno solo femmine sterili, e verranno allevati in apposite strutture per evitare che interagiscano in modi inaspettati con l’ambiente circostante.

Ma come è stata ingegnerizzato questo animale? Esso contiene un gene che deriva da una specie “cugina” – il salmone reale – ed è in grado di produrre una maggiore quantità di ormoni della crescita. Ciascun salmone è così in grado di diventare adulto più in fretta: l’ovvio vantaggio è che diminuiscono i costi di produzione e l’allevamento diventa più economico. Questo potrebbe dunque portare a un prezzo inferiore per il consumatore finale, con una specie in teoria quasi indistinguibile dall’originale.

Com’era prevedibile, tuttavia, l’annuncio è stato subito bersagliato da un fuoco di critiche ad alzo zero. C’è chi si dice preoccupato che l’Fda non abbia indagato a sufficienza la possibilità di reazioni allergiche al salmone, chi teme che nonostante le misure di sicurezza ci sia ancora il rischio che gli animali possano provocare danni all’ambiente.

Non mancano neppure pesanti accuse all’amministrazione Obama. Genetic Literacy Project, un’organizzazione non governativa, è riuscita a scovare un documento confidenziale da cui risulta che l’Fda era pronta a dare il via libera al salmone transgenico già dall’aprile scorso. Il sospetto, dunque, è che la Casa Bianca abbia fatto pressione per rimandare l’uscita dei documenti, così da non incendiare ulteriormente la campagna per le presidenziali americane – soprattutto su un tema così sensibile e controverso. Pur non avendo in sé nessuna rilevanza sulla sicurezza del salmone, questa scoperta ha seminato dubbi sull’effettiva indipendenza dell’agenzia americana.

La casa produttrice di AquAdvantage, dal canto suo, aveva richiesto l’approvazione del proprio prodotto già dal 1995. Il cammino burocratico è stato lungo e difficile, ma sembra essere arrivato alle fasi finali. Il pubblico avrà ora 60 giorni per discutere e commentare i documenti rilasciati dall’Fda. Se verranno trovate criticità o inaccuratezze nell’analisi, l’agenzia americana potrebbe rivedere la propria decisione; nel caso arrivasse il via libera, invece, il salmone AquAdvantage potrebbe diventare il primo di una lunga lista, sdoganando un’intera classe di nuovi alimenti biotech.

Davide Mancino

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Topolino fagocita il Maestro Yoda

ImmagineCartoon by Etienne Bartomeuf & Raf

 

La Walt Disney Company acquista la Lucasfilm.

La casa di produzione cinematografica, fondata da George Lucas nel 1971 e creatrice della saga di Guerre stellari e Indiana Jones, entra nell’impero Disney per 4miliardi e 50mila dollari.

“Potrò staccare e seguire i miei interessi”, ha commentato Lucas, “Al tempo stesso sono assolutamente fiducioso che la Disney si prenderà cura di ciò che ho costruito”.

L’altra notizia, che ha fatto sobbalzare i fan dello Jedi, è che il colosso statunitense ha annunciato entro il 2015 il settimo episodio di Guerre Stellari, di cui Lucas sarà consulente creativo.

La saga, che portò ad un incasso di quasi 4 miliardi e mezzo di dollari, lanciò la carriera cinematografica di Harrison Ford.

Anche le avventure di Indiana Jones, dirette da Steven Spielberg, divennero un cult della storia del cinema. Ma per ora la Disney non ha in mente un seguito.

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